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Leasehold Freehold, due forme di proprieta’ nel sistema inglese

Leasehold Freehold, due forme di proprieta’ nel sistema inglese

La legge inglese prevede due diverse forme di proprietà che differiscono tra loro in maniera sostanziale: il “freehold” e il “leasehold”.

In che cosa consiste il freehold?

Il titolare del freehold detiene un diritto di proprietà assoluta, effettiva e perpetua sull’immobile e sul suolo su cui lo stesso è edificato.

Il suo nome viene pertanto riportato nel registro immobiliare specificandone la qualità di “freeholder”, vale a dire di soggetto che detiene il “diritto di proprietà assoluta”.

La proprietà di un immobile in freehold è  preferibile giacché consente di escludere qualsiasi inconveniente futuro.

•    Il proprietario non è tenuto a pagare un canone annuale per il diritto d’uso del suolo (“ground rent”).
•    È possibile escludere l’esistenza di un freeholder di grado superiore e il conseguente rischio che quest’ultimo sia inadempiente nella manutenzione dell’edificio o addebiti costi estremamente onerosi per la stessa.
•    La responsabilità di provvedere alla manutenzione delle parti strutturali dell’edificio, quali il tetto e i muri esterni, è affidata direttamente al proprietario.

E’ possibile acquistare un appartamento in freehold?
•    Solo gli immobili venduti interi e non frazionati sono di norma detenuti in freehold.

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In che cosa consiste il leasehold?
Chi detiene un immobile in leasehold (“leaseholder”) riceve dal freeholder (talora denominato “landlord”) il diritto all’uso dell’immobile per un numero prestabilito di anni.

Benché tale diritto di godimento sia di norma concesso per periodi di tempo molto lunghi, aventi spesso una durata di 90, 120 o addirittura 999 anni, in altri casi il contratto appositamente stipulato tra le parti (“lease”) può avere invece durata inferiore, ad esempio, di 40 anni.

•    Il leaseholder stipula con il freeholder un contratto atto a definire i diritti e gli obblighi giuridici di ciascuna parte.
•    L’obbligo di provvedere alla manutenzione delle parti comuni dell’edificio, quali l’atrio e le scale, nonché dei muri esterni e del tetto, ricade di norma sul freeholder.

L’onere di provvedere alla manutenzione potrebbe invece gravare sui leaseholder laddove gli altri leaseholder avessero scelto di avvalersi del “diritto di gestione” (“right to manage”) spettante loro per legge.

•    I leaseholder sono tenuti a pagare le spese di manutenzione, un importo annuale per le spese comuni nonché la quota corrispettiva dei costi di assicurazione dell’edificio.
•    Di norma il leaseholder è altresì tenuto a corrispondere al freeholder il canone annuale (“ground rent”) per l’uso del suolo su cui è ubicato l’edificio.
•    Il leaseholder ha l’obbligo di richiedere un’autorizzazione prima di poter eseguire lavori di entità rilevante nell’immobile.
•    È possibile che i leaseholder siano tenuti a rispettare ulteriori restrizioni, quali il divieto di possedere animali domestici o di locare l’immobile a terzi.
•    Il leaseholder che non rispetti le condizioni del contratto di lease – astenendosi ad esempio dal pagare le spese – può decadere dal diritto al possesso dell’immobile.

 

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